3 gennaio 2017

"A.A.A. Cercasi finta fidanzata per miliardario" La trilogia (Sierra Rose)


La trilogia di cui vado a parlare è stata scritta da Sierra Rose, la quale si è poi auto pubblicata, anche in Italia, tramite il sistema Babelcube. I tre mini libri sono usciti a partire dalla primavera 2016, ma ho aspettato fino a dopo l’uscita della terza parte per leggerli così da dedicarci una domenica completa senza il rischio di dimenticarmi qualche personaggio o situazione, visto che il testo non è particolarmente memorabile come per altri romance.
Questa è la storia di Rebecca un’aspirante attrice che durante un gala, a cui è stata inviata dalla sua agenzia per svolgere p.r., si presenta, ad un gruppo di altezzose donne dell’alta società che l’hanno presa di mira senza motivo, come la neo ragazza del padrone della sontuosa villa che ospita il party. La sua bugia è destinata a scoppiare ma in suo soccorso arriva proprio Marcus che prima la salva dalla situazione confermando la storia a tutti i presenti, ma poi in disparte le fa una proposta che Becca non può assolutamente rifiutare, soprattutto ora che ha gravi problemi economici! Marcus le chiede di recitare la parte della ragazza che l'ha conquistato, facendogli svestire i panni del playboy. Più passano le settimane, più la situazione tra i due va complicandosi ed il rischio di ferirsi nel profondo è davvero altissimo man mano che finzione e realtà oltrepassano vicendevolmente la linea sottile che li divide.  È così che quella che era iniziata come una farsa di dimensioni internazionali è destinata a divenire un grande amore.
Rebecca sogna di diventare attrice, lotta per questo, ma ha uno spirito compassionevole ed empatico che la porta ad essere anche un’infermiera molto importante per la struttura ove presta servizio. Questa situazione va avanti fino a metà del secondo libro, dopo di che… boh non si sa quando ha smesso di lavorare perché di questo non viene fatto assolutamente cenno ed è un peccato perché una persona che si fa in 4 per i propri pazienti ed è apprezzata dagli stessi e dai colleghi non li molla così, senza una parola… no?! Questo piccolo dettaglio a parte, Becca è comunque un personaggio determinato, intelligente e persuasiva, oltre che di talento nell’improvvisazione nelle situazioni critiche. Il suo ingaggio accanto a Marcus ed il successo aziendale di quest’ultimo deriva proprio da ciò: Rebecca dev’essere la fidanzata che ripulisce l’immagine dell’uomo che ha accanto, ma al contempo deve saper convincere il possibile cliente di Marcus; questo viene mostrato sul campo da golf, nel discorso che fa con quest’investitore al quale esplica in modo dettagliato le capacità dell’imprenditore con pura onestà intellettuale: parla di lui in modo semplice e diretto, esprimendo la sua opinione e facendo trapelare tra le righe anche il suo sincero interesse nei confronti del milionario che l’ha ingaggiata. È simpatica e dotata di spirito, fattori che conquistano le persone che la circondano, ma anche terribilmente imbranata e a tratti fa salire nella lettrice il nervoso per il modo in cui riesce ad ammazzare una romantica (e vera) atmosfera.
La storia va sviluppandosi lungo la linea sottilissima della finzione e della realtà, le quali si mescolano vicendevolmente, creando piccolissimi colpi di scena: un momento si crea l’atmosfera romantica e reale, l’attimo dopo è vista come un finto romanticismo a beneficio del pubblico... e viceversa. La situazione in certi momenti è snervante! Prima ho accennato al fatto di come il personaggio di Bex sia un po’ "ammazza atmosfera", ma bisogna ammettere che anche Marcus non è da meno in certi momenti: leggete il capitolo 12-parte 1 e poi vi renderete conto del motivo per cui la reazione della sottoscritta sia stata “WTF!?”. Ho trovato ridicolo, nel suo personaggio, il fatto che venisse un attimo prima descritto come un riccone dal buon cuore, umano, molto diverso dal personaggio da tabloid ed arrogante solo al punto giusto, per poi essere, poche righe dopo (cap.15 parte 1), fatto vedere come un milionario prepotente e capriccioso solo perché non gli viene trasferita la chiamata al capo delle pubbliche relazioni impegnato con la moglie in una sala parto all'altro capo del mondo. Questo difetto descrittivo, così preferirei definirlo, esula però dall’uomo pieno di soldi (nel terzo libro si parla di 14 milioni di dollari!) che conquista e si lascia conquistare dalla ragazza della ha accanto. Lo definirei un riccone determinato, con un’infanzia ed un’adolescenza segnate dalla violenza del padre e dal decesso della madre. Un uomo con un immenso talento per gli affari ed un’astuta dolcezza (mi riferisco al suo modo di distrarre Becca sull’aereo, parlando di un pavone e paragonandolo un po’ al suo bisogno di avere una seconda possibilità).
Lungo la linea sottile della situazione messa in atto da Marcus e Becca, si va a confondere il corteggiamento che talvolta è reale come le emozioni che vivono i protagonisti e talvolta è frutto della finzione a favore del pubblico. Anche in chi legge è sempre più difficile separare e comprendere quale scena sia vera e quale falsa, anche se ovviamente come lettore si è consapevoli che tali climax sono quelli che porteranno all’happy ending. Ho provato tanta simpatia per la nonnina di Marcus: una donna pungente, che non si fa scrupoli a rimproverare malamente il nipote nel momento in cui lo coglie in flagrante durante un momento di sincera e profonda intimità con Rebecca. Sono scoppiata a ridere di cuore per l’immagine di questa scena e della nonnina sprint e per nulla impressionabile e davvero legata al nipote, a cui dedica parole benevole nell’esprimergli la sua contentezza riguardo a Rebecca. Il lieto fine è arrivato in modo tranquillo, senza scossoni e drammi di chissà quale genere; è stato tutto scritto  in modo costante e quelle che sono state le crisi che avrebbero potuto mettere a repentaglio il lieto fine, non sono state altro che scaramucce di coppia, forse un po’ per dare l’idea della sofferenza che porta poi alla gioia generale. Quel che ho trovato davvero scadente, è stato il fatto che le scene non siano state il genuino frutto dell’immaginazione dell’autrice, bensì pare aver copiato in modo plateale scene famose di film celebri tipo “Pretty Woman”: mi riferisco in particolar modo alla scena finale della scala antincendio; il mio commento leggendo è stato “Siamo a questo livello? Dio! È imbarazzante. E' un immenso deja vu!". Un altro dejà vu l’ho avuto alla battuta “da un grande potere derivano grandi responsabilità”: no ma siamo seri??? Anche “Spiderman”?? Ok questa frase è stato ammesso per bocca della protagonista stessa che fosse un richiamo al film.. ma personalmente non è stato piacevole leggere e avere spesso in testa scene tratte da pellicole cinematografiche. Oh l’autrice pare non essere solo un’amante del cinema, ma anche delle serie tv: lo scaricare i problemi affogandoli nella tequila in compagnia della migliore amica, richiama Grey’s anatomy e la dipendenza da caffè/mochaccini invece rimanda alla Lorelai di Gilmore Girls! Tutto ciò è un po’ troppo eccessivo: un buon libro è tale quando non è la riproduzione posticcia di pellicole di successo o telefilm. Questa non è sicuramente una storia struggente, che ti tiene con il fiato sospeso, facendoti sognare con gli occhi sbarrati a forma di cuoricini pulsanti (in stile Sailor Moon per intenderci), ma è una commedia simpatica e leggera, ideale per passare una giornata senza troppi pensieri. Nessuno dei 3 volumetti da cui è composta implica un impegno importante in termini di tempo considerando che  la media è di 170 pagine a parte e non dev’esser letto con chissà quali pretese a livello di argomentazioni, grammatica ed ortografia; riguardo agli ultimi due fattori infatti andrebbe fatta un’accurata revisione perché ci sono diversi errori (anche se ho letto libri con sbagli decisamente più gravi). La storia in sé non ha niente di speciale sia chiaro, ma è un libro spensierato, senza pretese e costellato di battute sagaci che rendono la lettura anche spassosa.


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