2 gennaio 2017

FRAMMENTI DI UN ADDIO (A. Levine)

Per parlare di questo romanzo devo rubare qualche istante per una lunga premessa: questa è la recensione più difficile di tutte. La più sentita, la più tosta, perché più provo a scrivere di questo libro, più mi rendo conto che non esistono parole sufficientemente adeguate e degne per descriverlo a chi non lo conosce o lo conosce poco.  Nelle precedenti versioni c’era tutto quello che volevo dire, zero spoiler, tutto era in ordine logico e non erano infinitamente lunghe, avevano tutto quello che serviva per essere un buon lavoro da dilettante quale sono, ma non c’era abbastanza del mio cuore, mancava la mia impronta e questo libro, più di ogni altro mai letto, merita recensioni pure, senza filtri; esattamente come ogni parola scelta da Levine per dar voce ai suoi personaggi. Questa quindi non è e non vuol essere una di quelle recensioni perfette, professionali o semi professionali, da blogger o aspirante tale, perché “Frammenti di un addio” si presenta da solo senza bisogno di opere di convincimento. E' un romanzo tanto intimo e speciale che in certi momenti ho avuto l’impressione di leggere i miei pensieri e questo è stato emozionante e sconvolgente allo stesso tempo perché è come se qualcuno che non conosco mi parlasse, mettendomi davanti ad uno  specchio attraverso cui leggere la mia anima. Non so se mi spiego! L’unica pecca con cui ho lottato, è rappresentata dal fatto che questo piccolo grande capolavoro è un’esclusiva di Amazon, quindi per leggerlo bisogna affidarsi ad un dispositivo apposito o all’app relativa per gli e-book scaricabili dalla piattaforma: ovviamente per me è una tortura vista l’avversità che provo per Kindle. Aggiornamento MARZO 2017: disponibile anche in cartaceo!!!!

FRAMMENTI DI UN ADDIO

Andrew Levine

Data: 25 novembre 2016
Editore: Self publishing
Serie: No serie - Autoconclusivo
Trama: Drew è partito dall’Inghilterra in cerca di risoluzione dei propri incubi, vuole trovarne la fonte e dopo quasi anno è vicino a trovare quel che sta cercando, o per meglio dire chi sta cercando. In questo stesso tempo, la stessa sera del suo arrivo nella cittadina della Carolina del Nord, incontra in modo fortuito l’irascibile Lily Cooper, ragazza con il cuore plasmato dal dolore, la quale si dimostra un filo da torcere di non poco conto. Il loro breve rapporto non si trasforma da colpo di fulmine a storia importante ma da inimicizia a grande ed eterno amore, in un percorso lungo il quale si riveleranno essere il pezzo del puzzle mancante nel cuore dell’altro. Loro due scoprono di avere in comune molto più di quel che credono: Lily e Drew condividono un passato simile in termini di dolore e totalmente differente dal tipo di esperienze più o meno tipiche, che fanno parte del passato dei loro coetanei. Il passato però è tornato nelle loro vite per saldare i conti in sospeso.
“Frammenti di un addio” esula dalla sola storia d’amore e potrebbe succedere di non capire subito quanta purezza ci sia nel lavoro svolto da A., quindi ritengo importante far presente questo tipo d’impronta del giovane autore italiano, affinché il suo lavoro non sia visto solo come un bellissimo, indimenticabile e drammatico romanzo rosa. Questa non è una semplice storia d’amore ma una narrazione di rinascita, riscatto, redenzione e lotta per la felicità. È anche una storia di amicizia, di quelle che nascono casualmente ma che restano dentro l’anima, che sono in grado di sconvolgerti la vita nel giro di pochi istanti ed accompagnarti per sempre. Questa sorta di memoriale laico di Lily e Drew è raccontato a pov alternati, i quali hanno partenze differenti ma in qualche modo uguali e convergenti verso un unico senso. È una storia di abbandono e fuga, come due rette parallele che a un certo punto del viaggio iniziano a dirigersi nella stessa direzione: l’amore incondizionato. Il più alto livello di un sentimento che guarisce e ferisce allo stesso tempo, con la medesima forza in un senso e nell’altro. Quell’emozione un po’ borderline, perché eleva e distrugge contemporaneamente, che potrebbe far anche morire a volte, ma che nel momento in cui ti toglie tutto, te lo rende nuovamente per non farti crollare. È un sentimento strano e difficile da spiegare con parole semplici perché poi ogni essere umano lo vive dalla propria prospettiva, con una forza che muta di persona in persona. Nonostante il pov bilaterale, ci si rende presto conto di quanto il reale protagonista sia Drew e la narratrice di tutta la storia sia l’incasinatissima e misteriosa Lily. Poco fa nella premessa ho parlato di pensieri espressi che coincidono con le mie riflessioni quotidiane e di questo ho avuto immediatamente prova già dalle prime pagine, quando Drew esprime la solitudine che lo accompagna da sempre, l’essere ripetutamente  abbandonato ed il dolore per l’implacabile progredire di una malattia terribile come l’Alzheimer. Drew Wyatt è un personaggio terribilmente conscio della precarietà del tempo a disposizione con i propri cari e consapevole di quanto la fortuna sia un concetto che si erge ben oltre i beni materiali. L’autore con grande maestria e talento, accompagna il lettore o lettrice che sia, attraverso un caleidoscopio emozionale costante e nella profonda meditazione su temi più che attuali, perché purtroppo sempre più si assiste impotenti alla violenza nelle sue varie forme. Ogni giorno i media ci spingono  all’assuefazione del dolore ma questo giovane scrittore è stato in grado, attraverso il suo stile semplice e genuino di andare a far vibrare le corde dell’anima, spingendo alla riflessione su più e più livelli. Questa lettura racconta della violenza sulle donne, del coraggio di amare, proteggere e della speranza di essere felici, rendendo sereno chi si ama. Tutti i temi sono stati affrontati in modo genuino, reale. Dal momento in cui ci si rende conto che non si tratta di un romance tutto rose e fiori, con un climax molto “classico”, si potrebbe pensare che, vista la durezza degli argomenti, possa divenire una lettura pesante ma qui emerge notevolmente la capacità di Levine di essere semplice, genuino ma incredibilmente efficace nella trasmissione dei messaggi. La naturalezza con cui ci parla l’autore attraverso i personaggi fa da bilanciere a tutta la riflessione introspettiva che man mano si va  realizzando. Il testo scorre, infatti, fluido e imprigiona il lettore riga dopo riga, portandolo a non staccare gli occhi da esse fino a che non si gira anche l’ultima pagina. Drew e Lily non sono rappresentati come due metà di una stessa mela, come invece sono visti i (fondamentali) personaggi che accompagnano il loro percorso, marcandone la strada, Caleb e Stephanie. I protagonisti sono, cito testualmente, “due pezzi di un puzzle danneggiato” e tale paragone di riferimento al puzzle come metafora della vita, comunque torna ripetutamente ed è molto bello perché rende perfettamente l’idea della fragilità e dell’incastro, della composizione e scomposizione. In tal senso identificare la vita e l’amore, con questa idea è, per quanto ne abbia memoria, una novità letteraria. Il pensiero stesso che un pezzo di una persona sia il tassello mancante di un altro essere umano è poi, nella mia modesta opinione di ventinovenne piena di crepe e voragini, un passo verso un romanticismo più fine e sublime, non è scontato, ma più veritiero e contemporaneo. In alternativa al puzzle poi, attraverso la voce di Drew, l’autore ci dà anche l’idea e soprattutto la speranza che la vita si può aggiustare, con un metaforico cerotto che va a chiudere le ferite altrui, una sorta di colla da aggiungere al frammento mancante, quello che fa sentire perfetti. Pagina dopo pagina, è impossibile non ammirare ed amare la forza di Drew, il suo coraggio di ragazzo fin troppo maturo per la sua età, in grado di dare tutto se stesso e rischiare altrettanto. Un giovane uomo con, oltretutto, l’incredibile talento di toccare le corde dell’anima attraverso la musica. L’ho amato e lo adoro tutt'ora, perché attraverso il suo personaggio ho visto un po’ di me stessa e mi sono sentita meno sola, capita in un modo che nessuno è mai riuscito a capirmi e questo mi da tanta forza per non mollare. Com’è facile intuire sto ancora, a distanza di giorni dall’ennesima rilettura del romanzo, affrontando la moltitudine di emozioni che porto dentro da quando ho cominciato questo viaggio introspettivo sulla forza, il coraggio, la speranza e il linguaggio dell’amore nelle sue molteplici forme. Sono sostanzialmente in uno stato emotivo paragonabile ad una crisi emozionale e presto potrei finire col nuotare nell’immensa valle di lacrime che sto versando. “Frammenti di un addio” è un romanzo che vuoi o non vuoi ti entra dentro, ti ruba l’anima e ti sana le ferite partendo dal profondo. A ogni rilettura mi rendo conto che lascia qualcosa di più, quindi il mio viaggio è ancora in corso e non finirà nemmeno tanto presto. Piango il mio dolore attraverso la storia drammatica raccontata da Andrew e si piango ogni volta come la prima, forse anche di più se ci penso bene e spero che a forza di piangerlo possa finalmente riuscire a far sanare le lesioni presenti sul mio cuore, quelle che mi confinano dietro il muro. Onestamente potrei scrivere di questo romanzo per ore, probabilmente anche giorni, ma finirei col privare i lettori di un incredibile analisi introspettiva. Se qualcuno mai aprisse la mia copia e-book di “FdA” si troverebbe innanzi ad una quantità incredibile di citazioni e riflessioni evidenziate: non parlo di belle parole, scritte per far innamorare e tifare per un personaggio o per l’altro, ma di passi che in quel momento hanno reso il mio viaggio estremamente importante, a memoria di quanto profondo sia stato e sia ancora il percorso con questo libro, attraverso esso. Un cammino che mi auguro tutti facciano, per un motivo o per l’altro. Anche le persone che pensano che la propria vita sia perfetta. Non è il solito romance, Levine non è il solito autore che mette in piedi una semplice e scontata storia d’amore: è un romanzo ricco di grandi insegnamenti, perché i grandi libri non sono solo quelli che finiscono al cinema o quelli che ti fanno riempire la bocca di paroloni: i veri grandi volumi sono quelli con immensi insegnamenti nascosti dietro gesti semplici e naturali. Atti d'amore e coraggio, come ci insegnano Drew e Lily in queste pagine, i quali hanno imparato ad amare ancora, nonostante le paure, il dolore che lacera l’anima, i passati tormentati, la fuga e l’abbandono. Se devo trovare due parole per definire il pilastro del libro non posso che dire: amore incondizionato, perché che si voglia o no, tutto torna lì. Andrew Levine, per quanto mi riguarda, ha la meravigliosa capacità di rendere reali le emozioni e le pone così bene che sembra essere entrato prima nella testa di ogni lettore, prima di scrivere questi sentimenti. Come ho detto è un viaggio introspettivo a più livelli, che si finisce col fare senza nemmeno volerlo e il viaggio continua… continua a lungo ed è lo stesso percorso che ti riporta a galla se nella riflessione senti di annegare. Questo è il libro in grado di spezzarti e ricomporti, rendendoti una persona migliore e aprendo gli occhi su quanto sia preziosa la vita. Quando ho iniziato questa lettura la prima volta, le attese erano alte, ma non avrei mai creduto potessero elevarsi tanto. Da che ne ho memoria non ricordo che sia mai successa una cosa simile! Perle come questo libro, meritano sul serio di stare in ogni biblioteca cittadina e nelle case di tutti. Ritengo inoltre che A.L. debba essere letto anche oltre i confini del nostro paese, perciò spero che qualche casa editrice ponga la propria attenzione sulle sue creature e porti il suo talento ovunque, dando voce ai Drew Wyatt che camminano umilmente e hanno camminato silenziosamente, su questo folle pianeta. 
Di solito valuto i libri che leggo con un punteggio da uno a sei, ma questa volta, data la particolarità della storia e dato il finale, oltre quei simboli vorrei esprimere il mio parere con uno sciame di farfalle, che celano in sé significati importanti, tra cui speranza ed la farfalla, inoltre è generalmente simbolo del legame tra mondo terreno e no.
Un modo per portare questa storia sempre con me, per ricordarmi nei momenti bui, come questo 2016 sia la mia morte e la mia rinascita e per rendere omaggio a modo mio “tutti i Drew Wyatt che si sono sacrificati per proteggere le persone che amano” (chiedo scusa per aver rubato la dedica ma non ho potuto farne a meno).

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