26 marzo 2017

NON FA PIU' RUMORE (E. Gioia)

Ciao lettrici! Sono tornata… più o meno! Tra lavori saltuari e la linea telefonica che ha ancora problemi, è un po’ difficoltoso riuscire a far tutto. Poi dovendo gestire il blog da sola ci impiego il doppio del tempo. Ma adesso veniamo a noi, perché nei giorni scorsi ho letto “Non fa più rumore”, il nuovo romanzo autoconclusivo di Elisa Gioia, disponibile in ebook e cartaceo SOLO sul Amazon.
Non fa più rumore

Elisa Gioia
Data pubblicazione: 20/03/2017
Editore: Self Publishing
Serie: Standalone
Finale: Autoconclusivo 
Genere: Contemporary Romance
Trama: Ogni favola nasconde dei fantasmi. Riuscirò a lasciare andare il passato? A volte la vita è scandita da alcune scelte. Io ho passato la mia a pagarne le spese per l’abbandono di mio padre. Se n’è andato che avevo solo sette anni, mandando tutto in frantumi e lasciando dietro di sé strascichi e tante domande senza risposta. Mi sono ripromessa di non permettere più a nessun uomo di interferire con la mia vita. Sono diventata la cattiva ragazza, non sono una principessa da salvare e tantomeno ho voglia e tempo da perdere in relazioni serie. Le mie regole sono semplici: una notte, nessuna replica, nessun coinvolgimento. Fino a quando non ho incontrato Filippo e le ho infrante tutte. Ognuno ha una storia da raccontare, questa è la mia.

Non avevo mai letto nulla di quest’autrice, pur avendone sentito parlare davvero tanto, ma quando ho visto la cover di questo nuovo romanzo, sono rimasta affascinata e la voglia di scoprire la storia dietro quel titolo è stata troppa.  A quanto ho capito questo è una sorta di spin-off, autoconclusivo, della duologia su Gioia e Christian.
I protagonisti di questa nuova storia sono Beatrice e Filippo/Shake. Lei è una giovane donna che ha diviso il suo cuore in compartimenti stagni per limitare le sofferenze e vive la vita seguendo regole ben precise, che la portano a vivere la vita in modo freddo e distaccato, che soddisfa i propri bisogni senza preoccuparsi di possibili sentimenti. Per lei non esistono più possibilità da concedere all’amore (ha già subito l'abbandono del padre e l'abbandono dell'uomo che amava e ha scelto un'altra), esiste solo il sesso. Ogni volta un’avventura nuova e diversa, zero legami. L’unico affetto che accetta e dona è il bene profondo per la madre, malata di SLA, e le amiche di sempre.
Uno, due, tre, quattro, cinque…
Tutto però cambia quando incontra Shake, il favoloso bar tender che le regala quello che ritiene il suo bene più prezioso: O (ovvero l’orgasmo), perso secondo lei in questa folle danza di avventure senza senso. Ed è dalla preoccupazione di tutte le persone a lei care che incontra Filippo, l’affascinante psicologo cui decide di aprirsi per parlare della sua paura a lasciarsi andare ai sentimenti. Quello che Bea presto scoprirà, è che Shake e Filippo sono la stessa persona e il sentimento che prova non ha niente a che vedere con la mera sessualità, ma è qualcosa di più importante e da cui vorrebbe scappare. Filippo dal canto suo è l’uomo ideale, quello che tutte noi sognatrici, vorremmo avere al nostro fianco. Non gli manca nulla: è bello, intelligente, coraggioso, non scappa davanti alle difficoltà ma le abbraccia e le supera un passo alla volta.
Il libro si lascia leggere bene, in alcuni momenti è anche divertente, ma a tratti l’ho trovato lento perché si fa costantemente riferimento ai segni lasciati dall'infanzia della protagonista e l’abbandono del padre; fattori che non vengono superati, ogni volta è sempre allo stesso punto. Come una scena che va in loop. È una narrazione che si svolge nella contemporaneità, con qualche flashback di scene d’infanzia vissute da Bea e piccoli salti temporali in avanti in cui avvengono le vicende narrate nel tempo presente. E’ una storia in cui il pov narrativo è doppio, ma non a cadenza regolare (ad esempio all’inizio prima di dar voce a Filippo si attendono alcuni capitoli). Il tutto è comunque raccontato in prima persona e i dialoghi sono alternati ai momenti di riflessione interiore dei protagonisti. L’autrice non utilizza un linguaggio forbito ma ha adottato uno stile molto contemporaneo, in cui si da spazio a soprannomi e abbreviazioni sia per quanto riguarda le persone, sia per riferirsi alla sessualità. In questo libro si parla di amore, abbandono, malattia, accettazione del passato, coraggio a ricominciare e ritengo si accenni anche se velatamente alla riflessione sul “fine vita”, di cui, sempre più spesso si parla nell’attualità del nostro paese. E’ un romanzo intenso in cui 5 secondi sono la linea sottile tra il provare a vivere e la solitudine. 5 secondi, il tempo in cui il cuore si spezza… o forse no.
Mi fa provare una strana sensazione al petto, come se solo guardandomi riesca a tenere il mio cuore strett o in pugno. Come se mi leggesse l’anima.
Leggendo questo romanzo ho visto nel cinismo di Bea verso l’amore un aspetto del mio carattere che sta prendendo piede sempre più, che con tutte le mie forze sto combattendo e spero che averlo osservato in un personaggio così com’è lei ora abbia i giusti strumenti per non farlo emergere. Per il resto è una protagonista che è eroica per la sua forza e determinazione, ma è snervante nei suoi modi infantili di affrontare le scelte delle sue amiche, attaccando ragionamenti e discorsi che rimandano a una bambina capricciosa che punta i piedi se qualcosa non è come dice lei. Fattore questo che è in netto contrasto con il personaggio che fin dalla prima pagina si capisce essere molto diverso da qualsiasi altro personaggio ci si possa immaginare di trovare come protagonista di un romanzo!
Filippo dal canto suo pare essere l’unico in grado di tenere testa al caratterino privo di filtri e fortemente segnato di Beatrice e come ho già accennato, è eccezionale sotto ogni punto di vista, sfido qualsiasi donna sulla faccia della terra a leggere di questo incredibile personaggio e a non desiderarlo al proprio fianco. Carattere eccezionale, cuore grande e occhi color whiskey che manderebbero in tilt chiunque.  Ecco l’unico fattore che personalmente avrei apprezzato maggiormente, sarebbe stata la spiegazione del perché uno psicologo in gamba come lui, una volta svestito dal suo ruolo di terapeuta finisca in un club come il Cherrs a lavorare come bar tender. Si presuppone per soldi, ma a un terapeuta nella realtà i soldi non dovrebbero mancare visto l’onorario orario delle sedute.
Lo so che sei spezzata dentro, Bea. Ma se io non volessi rimettere insieme i pezzi ma amarli uno per uno?
Il libro è davvero bello e il punteggio che ho assegnato rispecchia, credo il mio giudizio, però penso che l’autrice dovesse equilibrare meglio lo spazio dell’infanzia di Bea, con la vita attuale della stessa e il suo rapporto crescente con Filippo. C’è poi un grosso errore nella definizione di assistente sociale, che nella nostra società è tutt’altro che l’infermiera/badante descritta nelle pagine del libro. Una storia, seppur di fantasia, deve risultare anche veritiera in una possibile estensione reale, quindi un dettaglio come lo scorretto uso della terminologia, si debba comunque segnalare. Tra AS e OSS/badante, infatti, c’è un abisso e di conseguenza i compiti svolti sono ben diversi, la prima declina la propria mansione espletando pratiche d’ufficio a livello di servizio sociale a più livelli e coordina anche i rapporti tra enti, personale specializzato e cittadini; la seconda figura invece espleta il proprio lavoro di assistenza saltuario o continuativo in diretto contatto con i pazienti, come estensione “pratica” del medico.
Ora ragazze vi saluto e spero, vogliate accettare il mio consiglio di leggere “NON FA PIU’ RUMORE” accompagnandovi con la playlist del libro (qui di seguito) e lasciandovi andare alla “Filippite”, nuova sindrome amorosa da cui, ho scoperto, vengono affette le lettrici di questo libro!

https://open.spotify.com/user/21nq4aj3cnefb534lixo2ke2a/playlist/4GKw7NZuk2bICITMljwfvM

1 commento:

  1. Non ho ancora letto niente di questa autrice ma ammetto di esserne molto incuriosita

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