17 aprile 2017

A UN PASSO DA TE (E. Hart)

Buonasera Readers! Avete passato un buon weekend di Pasqua? Mi auguro proprio di sì! In questo lunedì dell'Angelo, vi presento la recensione di un libro di un po’ di tempo fa edito da Fabbri Editori: “A un passo da te” di Emma Hart, terzo titolo della serie “The Game”, pubblicato in inglese ormai 3 anni fa, ma in Italia solo lo scorso anno.                               
L’autrice con questo romanzo ci racconta uno scorcio della travagliata vita della ballerina classica Abbi e del “Ragazzo Inglese Sexy”, Blake.

A un passo da te


Emma Hart

(e mezzo)

Data pubblicazione: APRILE 2016
Editore: Fabbri Editori
Titolo Originale: The Right Moves
Serie: The Game Series #3
Finale: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Trama: Quando Abbi esce dall'istituto dove è stata ricoverata dopo aver tentato il suicidio, desidera solo dimenticare il passato e ricominciare. E a darle forza è il suo sogno, la danza. Vuole essere ammessa alla Juilliard, una delle più prestigiose scuole del mondo, e per farcela dovrà impegnarsi al massimo e non pensare ad altro. Blake è un giovane inglese che si è trasferito a New York per la stessa ragione: diventare un ballerino è quello che ha promesso a Tori, sua sorella, appena prima che lei si togliesse la vita. E poco gli importa di deludere tutte le aspettative familiari per seguire la sua passione. Quando Abbi e Blake si incontrano, riconoscono subito, l'uno negli occhi dell'altra, l'ombra di una sofferenza che chiede riscatto. Passo dopo passo, si rendono conto di essere legati, sul palco come nella vita. Ma i fantasmi del passato non lasciano scampo, e per continuare a danzare dovranno trovare il coraggio, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla musica.
La prima è la migliore amica di Maddie (protagonista del primo libro della serie) e sta vivendo la riabilitazione dopo un ricovero per depressione con eventi autodistruttivi, durato quasi un anno. La danza è parte della terapia e la Juilliard è l’obiettivo, il sogno da realizzare. Per renderlo vero, ha iniziato a frequentare la scuola di Miss Bianca, dove le medesime lezioni le ha iniziate Blake. Bellissimo, affascinante, sexy, inglese, talentuoso come pochi, ma con un passato di tormenti, sensi di colpa e rimorsi. Balla anche lui per entrare alla Juilliard (sogno tanto suo quanto della defunta sorella, Tori) e si mantiene facendo il cuoco in uno dei più importanti ristoranti di Brooklyn. Nell’evoluzione della protagonista giocano un ruolo fondamentale e mosse determinanti, oltre al co-protagonista, la già citata Bianca e la psicologa del centro psichiatrico.
Abbi Jenkins è riuscita a creare un legame tra noi che non potrei spezzare neanche se lo volessi. È un legame talmente forte che quando siamo insieme mi dimentico il resto del mondo e ogni carezza allevia la sofferenza del passato e mi obbliga a guardare al futuro.
Il libro non è definito dal classico schema “introduzione-svolgimento-finale”, ma è piuttosto da un climax costante scandito dall’emotività dei personaggi, in particolar modo dai flashback (con netta prevalenza di quelli di Abbi) e dagli attacchi di panico della protagonista. Vicissitudini, quelle di Abbi che raccontano il manifestarsi della depressione e i passati atti autodistruttivi; mentre per quanto riguarda Blake, i flashback portano alla luce i motivi della sua determinazione e dell’evento che più lo ha segnato, oltre che il controverso rapporto con la sua famiglia borghese. Oltretutto queste manifestazioni evidenziano come la malattia di Abbi sia sempre presente, pronta a emergere nei momenti più inaspettati. Con l’alternanza del pov dei personaggi ci s’immerge nei loro discorsi e ragionamenti più profondi e tormentati. Flashback a parte, la narrazione è contemporanea alle 4 settimane circa in cui si svolge  e muta la conoscenza del bell’inglese e la difficile Abbi. È una lettura in cui l’autrice ha dato voce a tutti quelli che intervengono con un registro colloquiale, ma accompagnato dai francesismi utilizzati nella danza per l’una o l’altra figura. In questo romanzo si racconta non tanto la storia d’amore ma quella personale, che è scandita dalla guerra interiore, in un perpetuo moto di “Up and Down” emotivo. Il tormento personale, è anche un problema collettivo poiché coinvolge tutti coloro che gravitano intorno alla protagonista. Questo stato intimo è descritto bene, ma ciò che mi ha colpito è stata la precisione con cui gli attacchi di panico sono definiti. Per quanto personali, solo chi li vive o li ha vissuti può comprenderne la precisione descrittiva.
<<Voglio te e tutti i tuoi pezzetti rotti, sempre che tu riesca ad accettare i miei>> Perché in mezzo a tutti il caos e al dolore che ci tiene uniti, Blake è la mia luce.
Non mi sento in grado di dare una votazione alta a questo romance, giacché né Blake, né Abbi, sono parte del gruppo di studenti presentati negli altri titoli, per quanto sia comunque un perno su cui va sviluppandosi parte della storia di Maddie, nessuno dei due è in alcun modo coinvolto nella vita del college; modestamente ritengo sarebbe stata più opportuna come novella o spin-off. A parte questo dettaglio personale, mi chiedo cosa c’entri la cover del libro con la coppia protagonista descritta, il ragazzo nella fotografia, specialmente.
Lo stesso inoltre sembra un uomo molto più grande e non un 21enne. A volte mi chiedo perché ostinarsi a rivoluzionare titoli e cover…. Mantenere l’originale forse sarebbe stata una buona mossa da parte della c.e. Consiglio questo libro a chi vuol guardare in faccia una malattia subdola e la forza d’animo di una protagonista coraggiosa, lasciandosi accompagnare dalla musica di una più affascinanti opere del balletto.
Abbi è la mia danza. Mi sono innamorato di lei esattamente come mi aveva detto Tori, ed è stato così naturale che quasi non me ne sono accorto. È un sentimento che è cresciuto pian piano e si è trasformato ogni volta che lei mi sorrideva o rideva di me.

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